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Shōyu — La salsa di soia: un condimento da tavola o un ingrediente da cucina?

· 2 minuti di lettura
Aki Nakagoe
Cuoco giapponese e divulgatore della cucina washoku casalinga

Molti italiani considerano la salsa di soia un condimento da tavola: semplicemente la salsa che accompagna sushi e sashimi. In Giappone, invece, è prima di tutto un ingrediente da cucina.

Ciotola di ceramica con salsa di soia scura su un tavolo di legno, circondata da semi di soia gialli, con bacchette e tazza da tè sullo sfondo
La salsa di soia nasce dalla fermentazione di soia e grano.

La salsa di soia apporta umami, sale, profondità, aroma e una complessità che deriva dai lunghi processi di fermentazione utilizzati per produrlo. Il suo utilizzo nella cucina giapponese è molto più ampio di quanto si immagini: non serve soltanto a insaporire i cibi già pronti, ma contribuisce alla costruzione del loro sapore fin dalla preparazione.

Viene utilizzato in un'infinità di preparazioni: brodi, minestre, stufati, marinature, salse, piatti saltati in padella e persino alcuni dolci tradizionali.

Può sembrare insolito a chi è abituato a considerarla come un semplice condimento finale ma la salsa di soia viene spesso aggiunta durante la cottura. Non è raro, ad esempio, rosolare carne, pesce o verdure in poco olio e aggiungere successivamente la salsa di soia direttamente in padella come ad esempio per il teriyaki e lo shōgayaki, oppure molti piatti saltati.

Durante la cottura parte dei suoi aromi si trasforma e si integra con quelli degli altri ingredienti, contribuendo alla profondità del risultato finale.

Poiché alcune delle sue note aromatiche più delicate tendono a disperdersi con una lunga bollitura, in molte preparazioni la salsa di soia viene aggiunta in due momenti diversi: una parte durante la cottura e una parte verso la fine. In questo modo si ottengono sia profondità sia freschezza aromatica.

Le principali varietà di salsa di soia​

La salsa di soia tradizionale viene prodotto attraverso una lunga fermentazione che può durare da alcuni mesi fino a oltre un anno. Durante questo processo enzimi e microrganismi trasformano le proteine della soia e del grano in centinaia di composti aromatici, responsabili della sua complessità e della ricchezza di umami.

In Giappone esistono numerose varietà regionali di salsa di soia, ma per la cucina casalinga è sufficiente conoscere le principali.

Koikuchi shōyu (濃口醤油)​

È la salsa di soia più diffusa in Giappone e rappresenta circa l'80% della produzione nazionale. Ha un colore scuro, un aroma intenso e un buon equilibrio tra sapidità, dolcezza e umami. È la varietà utilizzata nella maggior parte delle ricette e quella che consiglio di acquistare per iniziare.

Usukuchi shōyu (薄口醤油)​

Nonostante il colore più chiaro, è generalmente più salata della koikuchi. Viene utilizzata soprattutto nella regione del Kansai (Giappone occidentale) e nelle preparazioni in cui si desidera preservare il colore naturale degli ingredienti o dei brodi, come alcune zuppe e piatti di verdure.

Tamari shōyu (たまり醤油)​

Più scura, densa e ricca di umami, contiene tradizionalmente una quantità molto ridotta di grano e in alcuni casi viene prodotta senza grano. Per questo motivo viene spesso utilizzata per sashimi, sushi e preparazioni che richiedono un sapore più intenso.

Salsa di soia e glutine​

Un malinteso piuttosto diffuso riguarda il glutine. La maggior parte delle salse di soia tradizionali contiene infatti grano oltre alla soia e non è quindi adatta alle persone celiache.

Esistono però varietà specifiche, in particolare alcuni tipi di tamari, prodotte senza grano e naturalmente prive di glutine. Come sempre, è consigliabile controllare attentamente l'etichetta del produttore.

Quale salsa di soia scegliere?​

Per chi vive in Italia e desidera cucinare piatti giapponesi a casa, una buona koikuchi shōyu è generalmente sufficiente per la maggior parte delle preparazioni. Nei supermercati italiani si può facilmente trovare la salsa di soia koikuchi di kikkoman, nell'etichetta italiana non è riportato 'koikuchi' ma solo la dicitura 'salsa di soia' ma è possibile riconoscerla per l'iconico tappo rosso.