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Warabi Mochi

Il termine "mochi" deriva dall'aggettivo onomatopeico mochi-mochi, che significa morbido e gommoso. In senso stretto indica il riso glutinoso pestato, ma nella cultura gastronomica giapponese e nel mondo dei dolci tradizionali viene usato per indicare alimenti in cui farina (di riso o cereali) o amido (di radici o vegetali) vengono impastati o compattati per ottenere una consistenza gommosa.

I warabi mochi, tra i dolci estivi piΓΉ amati in Giappone, appartengono a questa seconda categoria: tradizionalmente sono fatti con l'amido di warabi, un tipo di felce selvatica. Questo amido Γ¨ molto costoso anche in Giappone, quindi oggi sono sempre piΓΉ comuni mochi "warabi mochi-fu" (alla warabi mochi) preparati usando altri amidi come la fecola di patate o la farina di tapioca.

Sono mochi dall'aspetto quasi trasparente e gelatinoso, solitamente serviti freddi e ricoperti di kinako, farina di soia tostata, e kuromitsu, uno sciroppo di zucchero sostituibile con sciroppo d'acero o miele. Ottimi anche con una spolverata di matcha e zucchero al posto del kinako.

Warabi Mochi

Ingredienti per circa 15 mochi​

Preparazione​

Versate tutti gli ingredienti direttamente in una padella e mescolate per sciogliere eventuali grumi.

Accendete il fuoco e, a fuoco basso, fate addensare lentamente mescolando costantemente.

Quando diventa denso e inizia a solidificarsi, spegnete il fuoco e continuate a mescolare per circa 30 secondi.

Preparate una ciotola con acqua e ghiaccio e trasferiteci dentro il composto. Aspettate che si raffreddi per poterlo toccare senza scottarvi.

importante!

Attenzione a non scottarvi le mani!

Da dentro l'acqua staccate i mochi della dimensione che preferite con le mani e riponeteli in un vassoio o piatto.

Fateli raffreddare in frigo per almeno 10 minuti.

Spolverateli con del kinako o del matcha, versateci sopra abbondante kuromitsu o sciroppo d'acero e gustateli freddi in una calda giornata estiva.

β€” Aki