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Il chicco di sangue: come il riso ha creato (e distrutto) il Giappone

· 4 minuti di lettura
Mattia di Sangro "Curiosity Power"
Divulgatore di storia e cultura, amante del Giappone

Se pensi che il riso sia solo quel contorno bianco triste che accompagna il sushi al buffet all-you-can-eat, sei fuori strada. Per millenni, in Giappone, il riso non è stato "cibo". È stato Bitcoin. È stato il motivo per cui milioni di persone si sono scannate, il motivo per cui un samurai poteva considerarsi un dio o un pezzente, e la ragione stessa per cui oggi il Giappone ha quella mentalità ossessiva per la perfezione.

Prepara i sensi, perché stiamo per entrare nel magazzino del riso più pericoloso della storia.

Pittura giapponese: signore con cappello dirige quattro contadini chini nella risaia.
Taue (田植え), la piantagione del riso. Una scena del Giappone feudale che si è ripetuta identica per mille anni.

Il riso è la tua banca (il sistema Koku)

Nell'antico Giappone, la domanda "Quanto guadagni?" non riceveva come risposta una cifra in yen. La risposta era: "Quanti Koku produco?".

Il Koku non era un'unità di misura astratta. Era la quantità di riso necessaria a nutrire un uomo adulto per un intero anno. Circa 180 litri. Circa 150 chili di pura energia. Questo significa che l'economia non era basata su pezzi di metallo o carta straccia, ma su qualcosa che potevi mangiare, che marciva se conservato male e che dipendeva totalmente dal meteo.

  • Il daimyō (signore feudale): non era "ricco" perché aveva oro. Era potente perché il suo feudo produceva, ad esempio, 1 milione di Koku.
  • L'esercito: se avevi 1 milione di Koku, potevi mantenere un esercito di 1 milione di uomini per un anno. Punto. La matematica della guerra era brutale e semplice.
  • Lo stipendio del samurai: i guerrieri venivano pagati in sacchi di riso. Immagina la scena: hai appena rischiato la vita in battaglia, torni a casa e la tua "busta paga" è un carro trainato da buoi pieno di chicchi.
Tawara, sacchi di paglia intrecciata pieni di riso, accatastati.
Il sistema koku in forma tangibile: in queste pile si misurava — e si pagava — il riso.

Si uccideva (e si moriva) per un campo

Se il riso è moneta, allora una risaia è una zecca di stato. E le zecche vanno protette con il sangue.

Nel periodo Sengoku — l'epoca degli stati belligeranti — le guerre non scoppiavano per ideali romantici. Scoppiavano perché il clan A voleva le risaie del clan B. Controllare l'acqua per l'irrigazione era più importante che controllare le rotte commerciali. Si sono visti assedi durati mesi dove l'unico obiettivo era bruciare i magazzini di riso del nemico. Se bruci il riso, l'avversario non ha più soldi per pagare i mercenari e non ha più calorie per far alzare le katane ai suoi uomini.

Il lato oscuro: i contadini erano le vere vittime. Se il raccolto andava male, il samurai prendeva comunque la sua quota (la tassa poteva arrivare al 40-50% del prodotto). Se non rimaneva abbastanza riso per la famiglia del contadino? Si moriva di fame. Letteralmente. Il riso ha creato una gerarchia sociale dove chi produceva la ricchezza era spesso l'ultimo a potersela godere.

Il mistero del Ki: energia o vapore?

Qui la faccenda si fa mistica e bellissima. Hai presente il Ki (氣)? L'energia vitale, quella che scorre in ogni guerriero? Se guardi il kanji originale, noterai che è composto da due parti:

  1. Il simbolo del vapore / aria.
  2. Il simbolo del riso.

Per la mentalità antica, l'energia non è un concetto astratto che fluttua nell'aria. Il Ki è il vapore che sprigiona il riso mentre cuoce. È un'immagine potentissima: la vita è calore, e quel calore viene dal riso. Mangiare non era un atto banale, era un rituale di ricarica energetica. Senza quel vapore, sei un guscio vuoto. Il riso è l'atomo che alimenta la fusione nucleare del corpo umano.

2500 varietà: l'ossessione giapponese

Dici "riso" e pensi sia tutto uguale? Errore. In Giappone esistono oltre 2500 varietà di riso catalogate. È una follia genetica e culturale. Perché così tante? Perché ogni valle, ogni montagna e ogni isola ha il suo microclima.

I giapponesi hanno passato secoli a selezionare i chicchi più resistenti al freddo del nord (Hokkaidō) o quelli più resistenti all'umidità del sud (Kyūshū).

  • Il Koshihikari: è il boss finale. Creato per essere perfetto: lucido, elastico, con un equilibrio di zuccheri che ti esplode in bocca.
  • Il riso per il sake: non è quello che mangi. È un riso diverso, con un cuore di amido enorme, fatto apposta per essere "sacrificato" alla fermentazione.
Bottiglia di nihonshu Kubota e ochoko bianca, foto in bianco e nero.
Il riso sacrificato alla fermentazione che diventa l'alcol degli dèi. Sulla bottiglia, la calligrafia di Kubota — uno dei produttori di Niigata.

Questa varietà è il simbolo della resilienza. Se una malattia colpiva un tipo di riso, ce n'erano altri mille pronti a sfamare la nazione. È biodiversità applicata alla sopravvivenza.

Ma perché è così bono? La scienza del palato

Parliamoci chiaramente: il riso giapponese (varietà Japonica) è un'altra categoria. È corto, tondo e ricco di amilopectina. Questo lo rende appiccicoso, ma non "colloso".

  • Il segreto del lavaggio: un giapponese non mette il riso nell'acqua e basta. Lo "massaggia". Lo lava finché l'acqua non è limpida come un ruscello di montagna. Questo toglie l'amido superficiale in eccesso e permette a ogni chicco di brillare come una perla.
  • La consistenza mochi-mochi: è quel feedback elastico sotto i denti. Non è gomma, non è pappa. È la perfezione strutturale.

Aggiungici che per secoli è stato la base per creare il sake (l'alcol degli dèi), l'aceto e il mirin, e capirai perché togliere il riso alla cucina giapponese sarebbe come togliere contemporaneamente pane, pasta, olio e vino alla cucina italiana. Il riso è la colla che tiene insieme l'identità di un popolo.

Parete di botti di sake decorate, impilate a un santuario shintoista.
Kazaridaru: offerte di sake agli dèi. L'altro grande destino del chicco.

Il chicco è potere

La prossima volta che vedi una risaia o mangi un onigiri, ricorda: quello che hai davanti è il motivo per cui i samurai hanno dominato per secoli. È una moneta che si mangia, è l'energia che evapora dalla pentola, è il sangue versato per un confine spostato di pochi metri.

Il riso non è un contorno. È il motore termico che ha spinto il Giappone dal medioevo feudale alla modernità estrema.

Rispetto per il chicco. Sempre.

— Mattia, Curiosity Power