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Le tre scimmie che vedono, sentono e parlano

· 2 minuti di lettura
Erick "il Fujitivo"
Viaggiatore in Giappone dal 2008 · autore di "Andiamo in Giappone"

Oggi vi spiego perché probabilmente abbiamo sempre interpretato male le tre scimmiette che "non vedono, non sentono e non parlano".

Che siate stati in Giappone o meno, probabilmente avrete sentito parlare delle tre scimmie: una si copre gli occhi, una le orecchie, una la bocca. Nel mondo occidentale vengono quasi sempre interpretate come "non vedo", "non sento" e "non parlo", quasi come un invito a ignorare i problemi, fare finta di niente o "farsi gli affari propri".

Il significato originale però è completamente diverso.

Le tre scimmie di Nikkō

Le tre scimmie si chiamano Mizaru, Kikazaru e Iwazaru ed esistono davvero: si trovano scolpite nel celebre santuario Tōshōgū di Nikkō, dedicato al grande shōgun Ieyasu Tokugawa, fondatore dell'ultimo shogunato del Sol Levante.

Pannello scolpito con Mizaru, Kikazaru e Iwazaru: tre scimmie che si coprono rispettivamente occhi, orecchie e bocca.
Mizaru, Kikazaru e Iwazaru — il pannello originale al santuario Tōshōgū di Nikkō.

Il gioco di parole nascosto

Il dettaglio molto giapponese dietro questi nomi — che derivano rispettivamente dai verbi vedere, ascoltare e parlare — sta nel suffisso comune "-zaru": in giapponese può dare una forma negativa ai verbi, ma suona anche come la parola "scimmia".

Il messaggio diventa una specie di gioco di parole, cioè la "scimmia che non…".

Il vero significato

Le tre scimmie però non invitano a ignorare il mondo voltandosi dall'altra parte. Il significato originale è molto più vicino a:

  • non guardare il male
  • non ascoltare il male
  • non parlare del male

Questo insegnamento morale è legato al Buddhismo e al Confucianesimo, e invita a non lasciarsi contaminare dalla negatività e dalla malvagità: evitare di diffondere odio, di nutrirsi di cattiveria, di diventare parte del male stesso.

Le scimmie fanno parte di una storia più grande

Un altro dettaglio che molti non conoscono è che le tre scimmie non sono un insegnamento isolato. Fanno parte di una serie di pannelli intagliati sulla stalla sacra del santuario Tōshōgū, dove le scimmie erano considerate protettrici dei cavalli.

Questi pannelli raccontano simbolicamente le varie fasi della vita umana, dalla nascita alla maturità, con particolare attenzione agli insegnamenti rivolti ai giovani. Le nostre scimmiette rappresentano proprio l'infanzia: il momento in cui il bambino dovrebbe essere protetto dal male e mantenere una certa purezza morale.

Lo Shinkyūsha, la stalla sacra del santuario Tōshōgū di Nikkō, con i pannelli intagliati di scimmie sulla facciata in legno.
Lo Shinkyūsha (神厩舎), la stalla sacra del Tōshōgū: sui suoi pannelli corre l'intera serie di scene con le scimmie protettrici dei cavalli.

Il significato perso nel tempo

Col passare degli anni il simbolo si è diffuso in tutto il mondo ma, come spesso accade, il significato originale è stato semplificato, adattato e storpiato. Oggi le tre scimmie vengono spesso usate per indicare chi fa finta di non vedere, chi ignora i problemi o chi tace per convenienza.

Quindi abbiamo preso un insegnamento morale bellissimo e lo abbiamo trasformato nel suo opposto.

Ancora una volta, non abbiamo capito una ceppa.

Un simbolo ancora attualissimo

Il messaggio originale è incredibilmente moderno. In un'epoca fatta di polemiche continue, rabbia online e negatività costante, le tre scimmie di Tokugawa ci ricordano qualcosa di molto semplice ma altrettanto potente:

non tutto ciò che è tossico merita la nostra attenzione, e proteggere la propria mente è importante quanto proteggere il proprio corpo.

Ed ecco perché le tre scimmie, in realtà, NON significano "non vedo, non sento e non parlo".

— Erick