Cuociriso
Se c'è un oggetto che non manca mai, assolutamente mai, in una casa giapponese, è la Suihanki (炊飯器), ovvero la cuociriso elettrica.
In Italia siamo abituati a bollire il riso in abbondante acqua salata e poi scolarlo (come la pasta). In Giappone, questo è considerato un sacrilegio. Il Riso giapponese deve cuocere per assorbimento, trattenendo tutto l'amido per diventare colloso e compatto, fondamentale per fare gli Onigiri o il sushi.
Sebbene si possa cuocere il riso in una pentola normale (come vedremo), la Suihanki garantisce un risultato perfetto e identico ogni singolo giorno, premendo un solo bottone.
Come funziona (e perché è geniale)
La magia della suihanki non sta solo nel cuocere, ma nel "capire" quando il riso è pronto. La macchina porta l'acqua a ebollizione e la mantiene finché non viene completamente assorbita dal riso. Quando l'acqua finisce, la temperatura della pentola interna sale rapidamente oltre i 100°C; il sensore lo rileva e spegne la cottura, passando alla modalità di mantenimento in caldo.
Il "Gō" (Attenzione al misurino!)
Errore comune: Quasi tutte le suihanki vengono vendute con un misurino di plastica trasparente. Non è un bicchiere normale! È un Gō (合), un'unità di misura tradizionale giapponese che corrisponde a 180ml (circa 150g di riso), non ai nostri standard 200ml o 250ml.
Le linee graduate all'interno della pentola della suihanki corrispondono al numero di misurini Gō di riso secco inseriti.
- Mettete 3 misurini pieni di riso.
- Lavate il riso finché l'acqua non è limpida.
- Riempite d'acqua fino alla tacca "3".
- Accendete. Impossibile sbagliare.
Oltre il riso bianco
Le suihanki moderne hanno funzioni avanzate per cucinare diversi tipi di piatti:
- Takikomi Gohan: Riso cotto insieme a verdure, funghi, carne e salsa di soia. Basta mettere tutto dentro e accendere.
- Okayu: Il porridge di riso per quando si è malati (la macchina usa più acqua e cuoce più lentamente).
- Sushi Meshi: Una cottura leggermente più al dente e con meno acqua, specifica per quando il riso va poi condito con il Sushisu nell'Hangiri.
L'alternativa tradizionale: Donabe (Pentola di terracotta)
Prima dell'avvento dell'elettricità, il riso si faceva nel Kamado (una stufa a legna) usando pentole pesanti. Oggi, i puristi usano il Donabe (土鍋), una pentola di terracotta spessa e pesante.
- Pro: Il donabe, grazie alla cottura a fiamma viva, crea sul fondo uno strato di riso leggermente bruciacchiato e croccante chiamato Okoge, che è considerato una prelibatezza assoluta. Inoltre, la terracotta mantiene il calore a lungo.
- Contro: Richiede attenzione (regolazione della fiamma, tempistiche precise) e non ha il "timer" per trovarsi il riso pronto quando si torna a casa.
Se non avete né una suihanki né un donabe, potete usare una pentola in ghisa pesante (tipo Le Creuset o Staub) con un coperchio pesante. Il rapporto magico è solitamente 1:1.1 o 1:1.2 (per ogni volume di riso, 1.1 o 1.2 volumi di acqua), portando a bollore e poi cuocendo al minimo assoluto per 12-13 minuti.
Manutenzione
La pentola interna della suihanki è rivestita di materiale antiaderente.
- Non lavatela mai con la paglietta abrasiva, usate solo la parte morbida della spugna.
- Non usate il riso crudo per "grattare" via i residui (è abrasivo!).
- Ricordatevi di pulire la valvola del vapore sul coperchio, dove si accumula l'amido.
Dove trovarla
Oggi le cuociriso si trovano ovunque, da Amazon ai negozi di elettronica.
- Base: Quelle con coperchio in vetro separato (costo basso) vanno bene ma tendono a sbavare acqua amidacea.
- Micom / Fuzzy Logic: Quelle computerizzate (costo medio) sono le migliori per rapporto qualità/prezzo.
- IH (Induzione): Il top di gamma, riscaldano la pentola interamente tramite induzione magnetica. Costose ma eccezionali.
Consultate la lista dei negozi orientali per trovare rivenditori specializzati in elettrodomestici importati (come le marche Zojirushi o Tiger).